Albert Einstein sosteneva che “non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato”. 

Si tratta di un’affermazione molto vera. In senso soggettivo e oggettivo. 

Il sistema cooperativo ne paga un po’ il prezzo. Nel senso che non esiste un parametro convenzionale per misurare quanto valgono la partecipazione e il protagonismo, la governance democratica e i processi di costruzione del consenso. Quanto vale la produzione di capitale sociale, ovvero quel tessuto di fiducia e coesione che crea condizioni positive per lo sviluppo. Quanto vale la sostenibilità o l’intensità di relazione. Eppure si tratta indubbiamente di valori e metodologie che producono valore. 

La finanza mutualistica ha una funzione specifica, complementare rispetto alla finanza di tipo capitalistico. Mentre quest’ultima “dà valore al mercato”, fatto di per sé positivo e rilevante, la prima, la finanza mutualistica, le 

Banche di Credito Cooperativo, “danno mercato a valori” quali mutualità, democrazia economica, reciprocità. E tutto questo rimanendo all’interno dei principi di base del mercato. Rispettando i criteri di efficienza, produttività, concorrenza, sviluppo. 

Per tale ragione, la finanza cooperativa può essere strumento strategico per attuare il progetto di una economia di mercato che integri i valori della persona e della relazione, dell’efficienza e della solidarietà. 

La Banca di Credito Cooperativo è il partner privilegiato dei piccoli operatori economici, che costituiscono l’ossatura produttiva del nostro Paese. È la realtà più radicata nei territori, con una prossimità documentata nel tempo. Quella che, secondo i numeri, ha concretamente svolto un ruolo anticiclico di sostegno all’economia. 

Le Banche di Credito Cooperativo sono impegnate nel produrre direttamente e indirettamente ricchezza tangibile e intangibile. Promuovono la formazione del risparmio, la sua raccolta e il suo impiego nel territorio che lo ha generato. Sono impegnate nel valorizzare i prodotti delle relazioni (spesso di tipo gratuito o reciproco, mutualistico appunto) tra i soci, tra le persone di una comunità, nell’inclusione di quanti più soggetti possibile nei circuiti economico-sociali e nella distribuzione il più possibile equa dei beni e delle opportunità prodotte. Sono impegnate nel dare valore ai beni forniti dalla natura che non sono né gratuiti 

né perenni. Sono generatrici di “capitale sociale”, ingrediente indispensabile per ogni disegno di futuro. 

Per tutte queste ragioni la nostra Banca si candida a sostenere il processo di sviluppo del nostro territorio e della nostra comunità. 

Il Credito Cooperativo è stato ed è antidoto e antitesi rispetto alla finanza speculativa. Ha consentito e consente a tanti di guardare al futuro con fiducia. Ha permesso e permette l’accesso al credito, includendo soprattutto i piccoli operatori. È stato ed è motore di crescita e lievito di relazione. 

Con questi ingredienti, con un rinnovato impegno, con una ancora più forte consapevolezza delle esigenze di coerenza e di risposta che il nostro territorio ci pone, guardiamo avanti.

Al futuro da costruire insieme. 

Il Presidente Paolo Raffini 

 

BilancioCoerenza2017

 

 

 

A questo link è invece possibile consultare il Bilancio di Coerenza 2016.

Bilancio di coerenza 2016