Risparmio, investimenti e cultura finanziaria: il ritorno dello Spread.

Risparmio, investimenti e cultura finanziaria: il ritorno dello Spread.

Il ritorno dello spread e l’attuale situazione dei mercati finanziari. 

Gestire i rischi in una logica di portafoglio. 

In questi giorni la lunga gestazione del nuovo governo italiano ha riportato sulle pagine dei giornali l’allarme spread ricordandoci i tragici momenti vissuti nel 2011 quando l’Italia sembrava correre verso il baratro di un dissesto finanziario. Tralasciando un’analisi di quei momenti in primis definiamo il famigerato spread per quello che è, ovvero la differenza fra il rendimento di un titolo di Stato a dieci anni italiano ed il suo omologo tedesco. Tanto più è alta questa misura tanto più rischiosa viene percepita l’Italia dagli investitori che richiedono tassi più alti alla nostra Repubblica per sottoscriverne il debito. Intorno alla fine di Maggio il termometro dello spread ha segnato febbre altissima per l’Italia tant’è che lo stesso differenziale su titoli corti con scadenza due anni ha raggiunto picchi fino a 350 p.b.

Sopra certi livelli di spread, soprattutto sul segmento dei titoli a breve scadenza, gli investitori corrono a vendere perché matura la convinzione che il debito di uno Stato europeo potrebbe essere rimborsato in una moneta diversa dall’euro (rischio ridenominazione). 

I rischi che il mercato arriva a incorporare nei prezzi, come nell’anno 2011 prima citato, non è detto che effettivamente si verifichino ma intanto i nostri risparmi e investimenti potrebbero subire delle variazioni o perdere la capacità di rimanere prontamente smobilizzabili o subire perdite in termini di potere d’acquisto. 

Nei numeri precedenti abbiamo visto come l’attuale contesto di ‘repressione finanziaria’ in UE, che ha come principale effetto l’azzeramento dei rendimenti obbligazionari, e di contenimento fiscale, che ha inciso anche sui costi e rendimenti degli immobili, abbia creato un contesto di disorientamento per l’investitore e di ‘rischi di assumere troppi rischi non calcolati’. 

La risposta spesso al verificarsi di un rischio (fallimento di un emittente, rialzo dei tassi, incremento dell’inflazione, crack borsistici…) porta a fare scelte impulsive che potrebbero incidere sulla qualità dei propri risparmi quando un evento ha già manifestato la sua nocività.

E’ per questo che costruire un portafoglio diversificato con gli strumenti di cui si è parlato nei precedenti numeri aiuta a perseguire i propri obiettivi di risparmio e investimento tenendo conto dei rischi che possiamo incontrare o che l’investitore ritiene più negativi per il proprio sentire. Un portafoglio diversificato funzionerà bene se le sue parti non si comporteranno tutte nello stesso modo nei vari contesti di mercato che si troveranno ad affrontare.

L’invito, pertanto, è quello di definire in proprio o con il proprio consulente gli obiettivi che si intendono perseguire con i propri risparmi, mappare i rischi possibili, associare dei pesi ai vari rischi in base alla propria sensibilità e costruire un portafoglio che sia coerente con la risultante delle due attività anzidette. L’investimento potrà essere monitorato e manutenuto alla luce delle convinzioni individuate nel processo di cui sopra accettando anche la sua variabilità nel tempo come facciamo con il buon vecchio mattone. 

Riccardo Zannelli