Banca e territorio: “Biologico” e “Multifiliera” per valorizzare le nostre produzioni di alta qualità

Banca e territorio: “Biologico” e “Multifiliera” per valorizzare le nostre produzioni di alta qualità

Pur non avendo la pretesa di fornire un contributo e un’analisi formale in ordine alla capacità dei nostri imprenditori e del nostro sistema-paese di favorire e promuovere l’integrazione e la partnership fra aziende, ci sembra opportuno raccontare due storie di successo che possano almeno fare da esempio sul come, condividere competenze e “saper fare” a volte possa portare risultati molto concreti.

La “Lunica Ortofrutticola del Mugello srl” di Vicchio è la capofila del PIF denominato “Multifiliera Mugello”, che conta trenta società aderenti, per la quasi totalità mugellane.
Il progetto, già sostanzialmente realizzato, prevede una spesa complessiva di oltre 7 milioni di euro e contributi regionali stanziati per oltre 3 milioni.
Il piano presentato da Lunica si incentra su vari settori, in particolare fa riferimento ai cereali e all’orto-frutta, rispettando in entrambi i casi i disciplinari del biologico.
Per i cereali Lunica ha realizzato un mulino a pietra per la produzione di farine con germe di grano di tipo 1 e 2, con l’utilizzo di grani antichi da produrre nel territorio del Mugello. L’obiettivo è quello di commercializzare, sia negli esercizi di prossimità che nella grande distribuzione, farine di livello qualitativamente eccellente, capaci di intercettare il grandissimo interesse verso i prodotti capaci di annullare o almeno limitare gli effetti negativi dovuti a reazioni allergiche o intolleranze.
Partecipa al progetto anche il Consorzio Agrario di Firenze, per la fase di raccolta e stoccaggio dei cereali con un investimento sulla sede di Vicchio per adeguarne la struttura e i silos. Il Consorzio ha inoltre il compito di redigere un disciplinare di produzione per le aziende agricole partecipanti al progetto così da garantire la certificazione dei grani, la tracciabilità del prodotto e la remunerazione adeguata per i produttori, con un prezzo che tenga conto della qualità e della territorialità.
Per l’orto-frutta si prevede invece una filiera corta biologica con eventuale trasformazione dei prodotti per la commercializzazione di derivati come marmellate e simili.
“Biologico Mugello”, con capofila “Agriambiente” di Barberino, vuole invece valorizzare la produzione locale del Mugello, coinvolgendo le aziende agricole biologiche della zona, in particolare nel settore zootecnico e cerealicolo, attraverso la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti.
Questo attraverso tre passaggi: 1) l’incremento della produzione biologica; 2) la costituzione di un’associazione di produttori biologici del Mugello che si occuperà della promozione del biologico 3) la realizzazione di un marchio biologico territoriale, al quale sta lavorando l’Università degli studi di Firenze.
Il progetto, prevede investimenti per 4 milioni e mezzo di euro e contributi stanziati di ca. 2 milioni.
Latte, carne e farro sono i tre cardini del progetto e per le aziende di trasformazione il PIF prevede l’introduzione di nuove tecnologie, sia per la trasformazione che per il confezionamento, per ottenere un prodotto finito ancor più competitivo sui mercati. E si punta anche su una fattispecie innovativa ovvero sulla condivisione delle attrezzature e dei macchinari.

La nostra banca è stata coinvolta fin dalle prime fasi del processo di ideazione e ha contribuito in maniera sostanziale al successo delle iniziative attraverso l’asseverazione dei piani finanziari di entrambe le realtà prima, e successivamente mettendo a disposizione di coloro che ne hanno fatto richiesta i relativi finanziamenti per un importo complessivo di oltre 3,5 milioni.
Banca e territorio quindi, un’associazione d’idee con cui si sono spesso riempite pagine di articoli e dichiarazioni e meno spesso (molto meno…) le casse delle aziende e degli artigiani di finanziamenti e contributi; in questo caso ci è parso invece costruttivo raccontare una storia concreta di segno diverso.